Bursa: due Louis Vuitton ai bagni turchi


E' Bursa, dunque: ultima vera tappa del mio girotondo. Gradi centigradi 31, che è tutto un altro vivere e, anzi, la sera non è da disdegnare un lenzuolino un po’ pesante se, come me, non usi il pigiama e ti addormenti con indosso solo il tuo Chanel N5... Ohhhhh!

Al di là delle cose da visitare, che saranno sicuramente numerosissime e interessantissime (dunque, almeno voi, non perdetele), a Bursa ci sono venuto per il bagno (of course) turco che un amico mi ha (of course course) caldamente consigliato. 

Bursa, infatti, insieme alle borse (sotto gli occhi! Come al solito la mia pensioncina è bella e tutta in vero legno ottomano ma, per non smentirmi, a 30 cm da un minareto; si aggiunga che tutta notte qualche buontempone ha pensato bene di ascoltare hit parade locali con la sua radio portatile, e ecco che avrete due splendide Louis Vuitton da calzare poco sopra il naso), pare sia nota per le sue sorgenti termali, tanto che non c’è hotel che non includa, con la camera e la prima colazione, anche un tuffo nell'acqua bollente. 

Ma io voglio un bagno turco, di quelli veri, non la riduzione da scantinato che sembrano promettere gli hotel. Mi consigliano l’Eski Kaplica che, dicono, il più antico, ma sta dall'altra parte della città. 

Così, sveglio per sveglio, mi incammino sotto l’ululare del müezzin, mentre tutto attorno a me spinge e spinge per sorgere, anzi per risorgere, un’altra volta, ancora, mentre un via vai di auto già calpesta l’asfalto.

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Sono qui raccolti, in forma narrativa, i viaggi di Massimo Silvano Galli alla scoperta di questo e altri mondi con le sue strane forme di vita e civiltà, fino ad arrivare là, dove nessun uomo è mai giunto prima.